Le otto voci, in ordine di impatto sul totale a tre anni
Questo è l'ordine in cui le abbiamo viste spostare i conti nelle società con cui abbiamo parlato. Le prime tre da sole spiegano la maggior parte della differenza tra il preventivo e la spesa reale.
Non tutte si applicano a tutti i fornitori, e non tutte sono scorrette: alcune sono legittime e semplicemente non vengono messe in evidenza. Il problema nasce quando confronti due preventivi in cui sono presenti in misura diversa.
- Implementazione: da qualche migliaio a decine di migliaia, spesso con un partner esterno
- Moduli a parte: resource management avanzato, business intelligence, previsione ricavi. Possono raddoppiare il costo per utente
- Minimi di postazioni: un pavimento di cinque o dieci utenti anche sul piano di ingresso
- Contatori a consumo: fee su fatture, progetti, clienti o task, che crescono con il fatturato
- Connettori: integrazioni verso contabilità, CRM o BI vendute come add-on
- Migrazione dati: pulizia, mappatura e import quotati a giornata
- Formazione: sessioni per amministratori e utenti finali, spesso fuori dal contratto
- Aumento al rinnovo: clausole di adeguamento annuo che si notano al secondo anno