Aggiungere un curriculum senza perdere il profilo
Il profilo LinkedIn permette di creare una prima scheda; il curriculum può aggiungere dettagli diversi. Se hai già il file, puoi caricarlo dal percorso previsto nell’estensione e associarlo al candidato. Controlla che sia il documento corretto e che l’anteprima del profilo si riferisca alla stessa persona.
Un allegato non sostituisce la verifica dei dati. Dopo l’importazione confronta eventuali differenze tra ruolo nel CV e ruolo nel profilo. Conserva la provenienza del documento e completa solo i campi che puoi sostenere con la fonte. Per lavorare sul candidato in seguito, usa la scheda e i suoi collegamenti.
Quando serve il PDF del profilo LinkedIn
Non devi scaricare un PDF per ogni candidato prima di salvarlo in Hice. Quando ti serve una copia del profilo e LinkedIn offre il download nella tua interfaccia, scaricala dal profilo e aggiungila come file al candidato. Download e caricamento restano azioni dell’utente.
Il PDF è una fotografia delle informazioni disponibili in quel momento, non una garanzia di aggiornamento. Evita di usarlo come unico archivio: il database deve permettere di ritrovare la persona, aggiornare le note e seguire ricerche diverse. Se hai un CV ricevuto direttamente, distinguilo dalla copia PDF del profilo.
Quali dati entrano nella scheda
Il salvataggio usa le informazioni disponibili nel profilo visualizzato. Email e telefono non vengono inventati o trovati dietro campi nascosti. Se non sono presenti, la scheda rimane senza quei recapiti; puoi completarli in seguito con una fonte valida.
Controlla anche le informazioni che cambiano: azienda attuale, ruolo, località e disponibilità. La raccolta di un profilo non prova che una persona stia cercando lavoro né che un contatto desideri ricevere un’offerta. Per il lavoro successivo, conserva il contesto della relazione e distingui il dato osservato dalle tue valutazioni.
Controllare i duplicati prima di aggiungere una persona
Hice controlla l’identità del record e può rifiutare un nuovo salvataggio quando rileva un duplicato, per esempio dallo stesso profilo LinkedIn o da un’email già registrata. Un omonimo richiede attenzione: due nomi uguali non provano che sia la stessa persona.
Quando compare un avviso, cerca la scheda esistente e verifica azienda, fonte e recapiti. Preferisci completare quella scheda al tentativo di aggirare il controllo modificando il nome. Il criterio da valutare in un software è come identifica e gestisce i duplicati, non una promessa assoluta che ogni identità incompleta sia riconoscibile.


